L’Accanimento terapeutico è un complesso di interventi medici sproporzionati rispetto ai risultati effettivi in relazione a un malato comunque inguaribile.
La rinuncia a tali tecniche non è ritenuta eutanasia, e in certi casi non è un diritto, ma un dovere; secondo la Pontificia Accademia per la Vita la rinuncia alle cure non costituisce di per sé una forma di eutanasia, perché occorrerebbe l’intenzione di usare mezzi adeguati per procurare anticipatamente la morte a qualcuno.
Nell’enciclica “Evangelium Vitae” del 1993 Giovanni Paolo II afferma che questa rinuncia esprime l’accettazione della condizione umana di fronte alla morte; quando prevale la tendenza ad apprezzare la vita solo nella misura in cui porta piacere e benessere, la sofferenza appare come uno scacco insopportabile, di cui occorre liberarsi ad ogni costo. La morte, è considerata «assurda» se interrompe improvvisamente una vita ancora aperta a un futuro ricco di possibili esperienze interessanti, diventa invece una «liberazione rivendicata» quando l’esistenza è ritenuta ormai priva di senso perché immersa nel dolore e inesorabilmente votata ad un’ulteriore più acuta sofferenza; per analizzare questo concetto è necessario ribadire il valore della persona umana: l’uomo è chiamato a una pienezza di vita che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena.
Pur tra difficoltà e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine.
Questo è un concetto assoluto che va oltre ai principi che nascono dalla religione o dalla cultura di una persona, ma parte dal concetto universale di persona che ogni uomo ha.
Secondo sempre Giovanni Paolo II l’eutanasia si situa al livello delle intenzioni e dei metodi usati; per definire un operazione eutanasia o rinuncia all’accanimento terapeutico occorre valutare se i mezzi terapeutici siano oggettivamente proporzionati rispetto alle prospettive di miglioramento e la rinuncia a mezzi straordinari o sproporzionati esprime piuttosto l’accettazione della condizione umana di fronte alla morte.
Spesso il punto di vista dei pazienti è di non coscienza, ma nei casi in cui il paziente sia cosciente, spesso i più giovani, con responsabilità anche genitoriali, in questi casi i medici puntano al coinvolgimento del malato nella lotta contro la malattia, mettendolo come primo fattore di guarigione; a questo segue nella maggior parte dei casi la delusione, più che nelle capacità delle terapie, nella capacità di voler vivere dei pazienti, un lacerante senso di colpa. In questi casi l’accanimento terapeutico è chiesto dal paziente stesso, che è disposto anche a sopportare cure sperimentali di dubbia efficacia; se non abbandonate perché inefficaci, o addirittura dannose, creano la difficoltà da parte dei sanitari di comunicare, dopo aver dato la speranza, che questa è risultata vana e che è il momento di abbandonare le cure, ricorrendo a, per esempio, false chemioterapie per non togliere la speranza, con il risultato di creare illusioni.
Il punto di vista di chi deve prendere in tempi brevi queste decisioni, dalle quali è impossibile tornare indietro e che influenzano inevitabilmente non solo il tempo della sopravvivenza, ma anche la qualità di vita e, spesso, della morte, deve essere sempre cauto, meditato, messo in discussione e condiviso non solo con la persona malata, ma con la famiglia e tutta l’equipe terapeutica.
È necessario per i pazienti essere accompagnati e affiancati nel loro ultimo percorso da persone che abbiano presente la grandezza e la preziosità della vita umana, perché è per lui necessario avere una qualità e un valore al tempo che gli resta da vivere.
lunedì 17 marzo 2008
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5 commenti:
uahahhahahahah!!
wèèè
vedo che anche te hai fatto cambiamenti !!!
bello il blog così !!
un baCiuzzz
davvero bello !
complimenti x il tema.
profondo e interessante..
..bello!
zappa dv ammettere ke il tuo tema è vera... 1 merda!!!! stavolta sn stato buono dai... muahmuahmuahmuahmuah!!
ma ciao cugi caraaaaaa (mica tanto)!!cmq concordo cn pia!!eheh;)
cmq vedi di guarire malatona e di nn farmi fare tt il viaggio in treno sl e soletta con motta...!!
baxxxxx
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