venerdì 9 maggio 2008

Le piazze

La piazza è fin dall'antichità il centro e il punto di ritrovo della vita cittadina: a partire dell'Agorà dell'antica Grecia dell'VIII secolo avanti Cristo al Foro Romano, la piazza rappresenta il potere e la politica, il luogo dove ogni Imperatore rende omaggio agli Dei che proteggono il suo impero.
Oggi come allora l'aspetto fondamentale di questo punto di ritrovo è la struttura fondata su uno spazio aperto e accogliente, circondato da edifici pubblici o religiosi di massima importanza.
È il cuore della vita cittadina, come documentato da W. Gropius nel 1954 nella “Discussione sulle piazze Italiane”, il cuore che ospita le attività programmate e non programmate, diventa una “propaggine del laboratorio culturale”, come affermato in “Renzo Piano: Progetti e Architetture 1964-1983” a Milano. La piazza è il luogo d'incontro tra le diverse generazioni, sebbene l'architetture moderna stia perdendo i valori che rendono la piazza un così indispensabile punto in comune tra i diversi ciuttadini. Nata dall'intersezione di figure regolari, linee o superfici, le nuove piazze appaiono troppo buie, troppo indifferenti al contesto, troppo diverse dall'idea comune di piazza formatosi nel corso della storia.
A questo segue la difficoltà delle nuove generazioni nel concepire la piazza come luogo della memoria, non avendo vissuto e non potendo vivere questa esperienza, spesso la vedono come qualcosa di assurdo o “appartenente al passato e non adatta alla vita di oggi”, sempre nella Discussione sulle piazze Italiane”; “rifiutarono la mia proposta perchè non sapevano di che cosa si trattava”: un insegnante propone ai suoi alunni di studiare l'elemento della piazza nei vallaggi del Messico, ma gli studenti rifiutano; solo un ragazzo, dopo aver vissuto l'esperienza in un viaggio in Italia visitando piazza San Marco rimane successivamente impressionato e scrive all'insegnante ricordando la discussione.
Il problema consiste nell'associare uno stile architettonico così recente, sviluppatosi nell'ultimo secolo, ad alcuna memoria.
La piazza vissuta come tale è un elemento indispensabile per la vita del cittadino, sia dei centri maggiori che di quelli minori; il cittadino trova in essa un punto di arrivo dove mantenere relazioni culturali, commerciali o semplicemente sociali: per i giovani è un incontro con la vita, per gli anziani un incontro con i ricordi della vita.
E come scrive S. Penna nella Raccolta di Poesia del 1939 “ma resta nella memoria- e incontra di sé la luce” la piazza continua, nel corso dei secoli, a raccogliere ricordi lontani di momenti passati, nonostante i cambiamenti, impassibile al corso del tempo.